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Ristoranti a Vieste nel centro storico o affacciati sul mare dove mangiare spendendo poco

Ristorante e Pizzeria Lido Pelikano

Il ristorante direttamente sul mare propone una cucina tipica pugliese tra tradizione ed innovazione. La pizzeria rispetta in pieno le ricette delle pizze classiche esaltandole con piccoli segreti del mestiere con ingredienti tipici del posto.

 

Pizzeria e Braceria Selva dei Pini

Direttamente sul mare, qui è possibile gustare una fantastica pizza cotta nel forno a legna e preparata con un impasto lasciato lievitare naturalmente. Nel ristorante ogni piatto è una gioia per il palato con favolose specialità di pesce e di carne.

 

Ristorante Borgo Antico VIESTE

Il proprietario che è anche il pizzaiolo ha ricevuto diversi riconoscimenti. Una pizza abbastanza buona, con un impasto lievitato bene, fragrante, leggero e con le farciture generose. Ha una belvedere affacciato sul faro Santa Eufemia di Vieste e sul paese.

 

Funghi porcini - Cime di rapa - seppia - la frittura - orecchiette. L’Osteria Al Duomo è un ristorante tipico di Vieste un luogo dove è possibile recuperare e trovare i profumi ed il sapore del Gargano, ma anche la storia di Vieste. Tipico ristorante nel borgo antico, si mangia bene e il personale é qualificato. I prezzi sono adeguati alle portate! I dolci non ottimi!

Gamberi - pesce spada - carni un ristorante nella vecchia Vieste Situato nel centro storico di Vieste, nei pressi della cattedrale, il ristorante Al Dragone si distingue per gli standard qualitativi. Gli ambienti del ristorante sono posti su due livelli. Al primo c’è la sala per i pasti, la cucina a vista e la zona cantina. Al secondo, più in basso, in una grotta più piccola è stato creato un luogo alternativo dove poter ascoltare della buona musica, assaporare degli ottimi distillati, fumando un buon sigaro.

Ristoranti negli agriturismi di Vieste


Il mare e i prodotti della pesca la fanno da padroni

Il mare garganico e tra i più pescosi dell'Adriatico. La terra diffonde gli odori e i sapori di erbe e verdure selvatiche, dei farinacei, dei legumi, della frutta, dell'olio di extravergine d'oliva e dei vini. Gli agriturismo nel Gargano sono protagonista anche per la carne. Come non assaggiare la carne di agnello e di capra e gli squisiti prodotti caseari di eccezionale pregio e sapore come caciocavalli, ricotte e mozzarelle di bufala; infine come non passare ad assaporare la cacciagione e i semplici e genuini dolci che variano a seconda del paese.
Tra i ristoranti negli agriturismo più apprezzati sono: Sgarrazza a Vieste, MASSERIA PAGLICCI a Rignano Garganico , MONTE SACRO nel territorio di Mattinata.


ITINERARIO DEL GHIOTTONE

Nella gastronomia locale uno degli elementi centrali è il pane, prota­gonista di alcune preparazioni che danno un'idea molto precisa della cultu­ra gastronomica del territorio, come le bruschette di pane raffermo abbrustolito o ammorbidito nell'acqua, condito con pomodori, cipolla cruda tagliata, origano ed olio di oliva, o, nel caso della bruschet­ta tradizionale, soltanto con olio di oliva, dopo aver strofinato sul pane uno spic­chio di aglio crudo. La tradizione degli antipasti è legata al mare ed impone il "cru­do", frutti di mare oppure alici sventrate ed appena scottate con succo di limone, o ancora il cosiddetto fragagghiamme, piccoli pesci da consumarsi crudi oppure in frittata. A Pasqua è tipico aprire il pasto con il bene ditte, fatto di uova sode, sala­me, formaggio ed arance affettate. Il pane trionfa anche in tema di mine­stre, con il saporitissimo pancotto, che nella versione più semplice viene condito con olio di oliva e accompagnato da ve dure selvatiche raccolte nel Tavoliere, come la rucola e i marasciuoli, e patate.

Un altro posto di rilievo tra le minestre occupano le cicorie selvatiche condite con la purea di fave, e la minestra maritata, in cui scarola, cicoria, sedano e finocchietti vengl no cotti in brodo di carne e insaporiti con pancetta di maiale soffritta e abbondanl pecorino grattugiato. Tipici del menu pasquale sono invece i cardoncelli con l'agnello e l'uovo. La verdura, soprattutto quella selvatica, costituisce uno dei piatti forti del cultura gastronomica locale. Versatile e gustosa, dà origine ad uno dei piatti più tipici, la tiella, a base di patate arricchite, secondo disponibilità e preferenze, da pomodori, formaggio pecorino grattugiato, pangrattato, origano, prezzemolo, funghi, tutto sistemato pazientemente a strati.

Naturalmente, anche la pasta - specie quella fatta in casa - è un pilastro fondamentale degli itinerari del gusto in Capitanata: tra le tante varietà si ricordano i cicatelli, da condire con pomodoro fresco, l'immancabile olio di oliva, ricotta dura grattugiata. La tradizione vuole che le verdure vengano accompagnata da pasta corta, come i cavatelli, o le strascinate, una versione particolare di orecchiette da condire con finocchietti, patate e rucola, marasciuoli, cime di rapa, cavoli, asparagi, volte con pomodori. Fanno eccezione alla regola della pasta corta i funghi, che in provincia di Foggia sono presenti in numerose varietà. Il tipo di pasta che meglio accompagna sono i troccoli, una sorta di spaghetti piuttosto spessi che si ottengono incidendo una sfoglia di pasta di semola con uno speciale attrezzo detto troccolaturo, da condire con sugo di pomodoro fresco e funghi appena saltati in padella.

I primi a base di carne sono quasi tutti legati alla carne d'agnello: troccoli od orecchiette si abbinano molto bene con il ragù d'agnello o con l'agnello a cutturiello (tipico del capoluogo e della vicina Rignano Garganico), cioè cucinato prati camente solo in acqua, e successivame te condito con aglio ed olio. Tipicamè te foggiani sono invece i troccoli conditi con il ragù a base digalluccio: si mangiano rigorosamente il 15 di agosto, giorno della festa patronale dell'Assunta, mentre il galletto, ripieno di uovo e mollica di pane, costituisce un apprezzabile secondo. Vanno ricordate anche le ciammaruchelle piccole lumache che si trovano nei campi soprattutto dopo le piogge, che si mangia dopo averle spurgate per qualche giorno ed averle lessate, condite con sugo pomodoro fresco o con aglio e menta fresca tritata. La carne d'agnello offre inumerevoli possibilità anche nel campo delle portate successive, nobilitando ad arte ingredienti"poveri". Le budella di agnello, lavate e risciacquate, quindi avvolte su un

ripieno a base di animelle, abbondante prezzemolo e formaggio, sono ottime cotte sulla griglia. Più o meno delle dimensioni di un dito, prevedono anche una versione di maggiori dimensioni, detta cazz'marre, che viene invece cotta in forno con patate. Altrettanto ingegnosa la pideja, sorta di tasca ricavata dalla pancetta di agnello e riempita con uova, formaggio pecorino, prezzemolo, legata per impedire che il ripieno fuoriesca, e cotta in abbondante sugo di pomodoro: il ragù che si ottiene è ottimo anche per condire la pasta.

Se si parla di pesce, si parla soprattutto di zuppa. A Manfredonia fanno la ciambotta, utilizzando i pesci del golfo (alcune particolari specie, come gli sbarroni, spinosissimi ma molto saporiti, sono decisamente indispensabili per una buona zuppa) che vengono conditi con una salsina fatta con olio, cipolla e pomodoro. Altre ghiotte specialità garganiche sono gli spaghetti con il sugo di aragosta (Tremiti) o d'anguilla (Lesina), mentre sono diffusi un po' dappertutto i troccoli con il sugo di seppia, piatto unico in cui il sugo di pomodoro fresco accompagna delle grosse seppie, ripiene di mollica di pane, prezzemolo ed aglio. Con le portate successive si entra nella grande tradizione culinaria dell'Adriatico, pesce azzurro cucinato in tortiera, pesce alla brace (soprattutto orate e cefali), ma anche specialità locali, come le triglie di Manffedonia, da gustare soprattutto fiitte o al cartoccio, o le anguille e i capitoni di Lesina e Cagnano Th.rano, alla brace, affumicati, in scapece (in salsa d'aceto ed aglio) oppure all'acqua marina, quando si lasciano cuocere semplicemente al sole e condite solo con olio ed aceto. li capitone, meno grasso dell'anguilla, costituisce un appuntamento d'obbligo per in menu natalizio, quando si mangia generalmente fiitto.

I dolci tipici sono legati alleprincipali festività. San Giuseppe si festeggia con le zeppole , ciambelle di pasta fritte e insaporite con crema e canditi di amarena. A Pasqua, si prepara  la scarcella, ciambella ricoperta di glassa di zucchero e decorata. C'è perfino un dolce per i morti, il cosiddetto grano cotto, a base di grano bollito e poi insaporito con vino cotto, cannella, canditi, cioccolata in pezzi, noci, chicchi di melograno. Invernale è anche il sanguinaccio, a base di sangue di maiale insaporito con zucchero e cacao. Infine Natale, troviamo dalle cartellate, a base di pasta sottilissima, impastata col vino bianco e fritta, quindi condita da abbondante vino cotto; ai calzoni, ripieni di mostarda d'uva oppure di purea di ceci dolcificata e bagnati con vino cotto o miele. Da ricordare infine la pizza alle sette sfoglie, tipica di Cerignola, sette strati di sfoglia sottilissima inframmezzati da noci tritate, cioccolata, zucchero ed altre simili golosità.

Il vino di Puglia, infine,  vanta una tradizione enologica antichissima che può contare oggi su alcune D.O.C. di tutto rispetto (San Severo Bianco, Rosato e Rosso; Cacc'e Mitt di Lucera, Cerignola Rosso, atta. uova Rosato). D.O.C. ma non solo: oggi a San Severo e a Lucera si confezionano vini giovani e spumanti che non temono confronti. I vitigni tipici della zona sono l'uva di Troia e il Bambino. Vini di notevole qualità sono anche quelli di Lesina, il moscato del Gargano e, seppure sempre più difficile da trovare, il ribollito che si confeziona a Trinitapoli, San Ferdinando e Lucera usando particolari tecniche che fanno aumentare sensibilmente la gradazione alcolica.