La Cattedrale di Vieste è ubicata in via Duomo.

La Cattedrale di Vieste nel centro storico

Presentazione e commento del : Sac Gioacchino Strizzi A. D. 2006.

Carissimo, sii il benvenuto nella Cattedrale di Vieste, La cattedrale di Vieste con campanileelevata, nel 1981, da Giovanni Paolo II, a "Basilica Minore" (vedi quadro a sinistra entrando).

Sei accolto dall'abbraccio della storia, della fede e della bellezza di un vetusto monumento "antico e sempre nuovo". La nostra Basilica è di stile  Romanico Pugliese, dell7XI secolo. E' tra le più insigni Cattedrali della terra di Puglia, assieme a quelle di Bari,  Andria e Troia. Il tuo sguardo spazia verso l'abside centrale dove primeggia un dipinto di Luigi Velpi, del 1779 che rappresenta Gesù che caccia i venditori dal tempio. In posizione centrale l'altare maggiore, ricco di marmi policromi, consacrato dal Vescovo G. Manica nel 1769. Il presbiterio è arricchito dal Crocifisso del 1700 e dal coro ligneo, luogo della preghiera dei canonici, del XVII secolo, opera di Giovanni Bonavolta da Capracotta (CB), Abside della Cattedrale di Viesrterestaurato nel 2001, dall'artigiano locale Mario La vacca.

Elevi i tuoi occhi per leggere, sull'arco trionfale, la lapide della dedicazione della Chiesa "A Dio Ottimo e Massimo e alla Beata Maria Assunta in cielo ". Percorriamo la navata centrale per ammirare, davanti all'altare maggiore, il pavimento originario fatto di pietre (chianche marine) sostituito con il cotto Fiorentine] nel 1980. Prossimo il rifacimento con pietra locale. L'ambone costruito in tufo per dar dignità e solidità alla Parola di Dio da esso proclamata. E' opera dell' anziano artista viestano Salvatore Palumbo, di 85 anni.Ambone della Cattedrale di Vieste

Benedetto nel 2002 da Mons. De Nittis. E' un collage di antico: capitello frontale e colonnine ai lati bassi; e di recente: la struttura in tufo e le formelle che hanno come tema dominante Cristo, Parola e Vita. Significativa la scritta: "In Verbo autem tuo laxabo rete" (Ma sulla tua parola, getterò le reti). La Basilica ha la classica pianta a croce latina con tre navate, divise da un colonnato composto di colonne, chiaro riferimento teologico: Chiesa fondata sui 12  Apostoli. Nel 1700 i Vescovi residenziali della Diocesi dì Vieste, soppressa nel 1818 (ultimo Vescovo fu D. Arcaroli), hanno ornato la Cattedrale di fregi e stucchi barocchi. La navata centrale della Cattedrale di ViesteDi recente le colonne sono state riportate alla loro bellezza e forma rotondeggiante, liberate dallo stucco e dai pilastri di forma quadrata. Nel secondo intervento di tipo statico (1988 - 2000) degno della più alta tecnologia, da me seguito "de visu", sono state carotate (esclusa la mediana destra e l'ultima a sinistra) e dentro ogni colonna è stata immessa un' anima di acciaio di una tonnellata e poi riposte in "situ". Dei capitelli che sovrastano il colonnato, particolare unico per la varietà delle forme, puoi ammirarne, nella loro completezza, solo alcuni, quelli di stile dorico. Sono databili alla prima metà del secolo XI e presentano decorazioni di rara finezza. Degni di particolare attenzione il quinto e il sesto della fila a destra e, il secondo, di quella a sinistra. Il tuo sguardo a questo punto sale e contempla il soffitto ligneo, dipinto a tempera, di stile tardo barocco che nasconde le originarie capriate lignee e, le finestre poste più in alto rispetto alle attuali dodici che in verità apportano troppa luce e poco confacenti con lo stile romanico. Il soffitto è impreziosito da tre medaglioni che rappresentano S. Michele Arcangelo, protettore dell'Arcidiocesi, l'Assunta (a cui è intitolata la Basilica) e S. Giorgio martire, protettore della città e compatrono della nostra Arcidiocesi di Manfredonia - Vieste - S. Giovanni Rotondo. A questo punto il percorso ci porta verso navata destra. Ci soffermiamo alla cappella delia Vergine di Merino dedicata dal popolo alla nostra Patrona, nel 1600, periodo in cui la statua rimase prodigiosamente illesa da un incendio sviluppatesi in sagrestia, tuttora visibile. L'effige della Madonna è,

probabilmente, di scuola napoletana, risale al XV secoloColonna con capitello nella cattedrale di Vieste e rappresenta l'Annunziata che riceve il messaggio divino dall' Arcangelo Gabriele. Soffermati sullo sguardo della Vergine, stupefatto dalle meraviglie che dal cielo provengono; sulla sua originale postura: una mano al petto e una rivolta verso l'alto, segno di adesione al misterioso e salvifico progetto di Dio. Tutt' intorno una corona di cornici e fregi dorati. In alto, sul cartiglio "La vergine partorirà il Salvatore". L'altare è del 1700, ornato di marmi policromi con balaustre; i due affreschi frontali raffigurano S. Giorgio martire e San Ponziano. Lo sguardo materno di Maria ci invita ora alla preghiera per tutti i suoi figli.

Continuiamo lungo la navata e incontriamo la cappella di S. Francesco da Paola (CS), ivi nato nel 1416 e morto a Plessis les Tours il 2 aprile 1507, fondatore dell'ordine dei Minimi.

 Poi, la terza cappella dedicata all'Arcangelo S. Michele. Sul paliotto dell'altare è posta una scultura in marmo di Gesù morto, di bella fattura di scuola michelangiolesca. Puoi osservare alcune lapidi con stemmi di Vescovi vìestani: Mons. Oliviero, Mons. Nicola Cimaglia e in particolare quella di Ugo Boncompagni, Vescovo di Vieste, divenuto Papa con il nome di Gregorio XIII (1571 - 1585).

Poi la cappella di S. Anna, con la piccola Maria, la madre di Gesù, scultura lignea della scuola di Ortisei di (BZ). Ve un piccolo museo, di diversi reperti del 1700, ritrovati durante i restauri. Tra essi, di notevole interesse, il coperchio di un sarcofago longobardo dell' Vili secolo, con croce greca, rinvenuto come copertura di una cisterna tra la 2^ e 3^ colonna della navata destra. A questo punto ti imbatti in un organo, costruito da Chichi da Vinci (Fl), composto di 1500 canne, . , inaugurato il 30 marzo 1980, giorno di riapertura al culto della Chiesa dopo i grandi lavori di restauro architettonico (1976 - 80). Poi la cappella di Gesù morto e dell'Addolorata con omonime statue lignee. La navata destra termina con la cappella del SS. Sacramento (originariamente abside) i he assume un posto di preminenza "cuore e centro della chiesa" per custodire Cristo Eucaristia. Qui le nostre ginocchia si piegano per adorare il Vivente nel Sacramento. La tela sull'altare è del 1771, di scuola veneziana, rappresenta la Madonna col bambino e l'angioletto, commissionata dalla Congrega degli artigiani. Sono rappresentati S. Giuseppe, S. Crispino e il piccolo S. Giovanni con l'agnello simbolo del Cristo immolato al Padre per la salvezza del mondo. In basso attrezzi da lavoro (fuso, ago, scarpa, ascia etc). Sulla parete destra frammenti Cappella della Vergine di Merino nella Cattedrale di Viestedi affreschi, ricchi di colore. Dopo aver attraversato il transetto, con cammino rapido, estasiati da tanta bellezza, ci portiamo nella navata sinistra. Ci fermiamo nella cappella della SS. Trinità, per rivolgere la nostra attenzione ad un quadro di pregevole valore artistico che rappresenta il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, del viestano Giuseppe Tomaiolo, del secolo XVIII. Sull'antica porta della sagrestia, muro parietale in pietra a faccia vista, troneggia un bel Crocifisso.Continuando ci soffermiamo di fronte la cappella del Rosario con la pregiata pala del genovese Michele Manchelli, del 1581. Un luminoso gioiello della nostra Basilica che in quindici piccoli riquadri rappresenta le scene dei misteri del Santo Rosario (gaudiosi, dolorosi e gloriosi). Nella cimasa, in alto, la liturgia festosa del Paradiso. Al centro la Vergine col bambino, la corona del Rosario i santi: San Pio V, Santa Caterina, San Domenico e altri Regnanti.Cappella di San Giorgio nella Cattedrale di Vieste

Procedendo ti lasci affascinare dall'unica monofora originaria che arricchisce col suo fine ricamo la nostra Cattedrale. In essa si ripetono con squisita preziosità le forme e gli arazzi scolpiti nei capitelli e nei cornicioni della facciata esterna.

Ammiriamola uscendo all'ingresso secondario. Essa è ornata finemente di foglie, fregi e forme zoomorfe. Il più ben conservato è il Icone incastonato nella parete esterna della cappella laterale del S. Rosario risalente al XV secolo. Rientriamo e ci incamminiamo verso la cappella di S. Giorgio e osserviamo il Santo martire che uccide il drago, simbolo del maligno; a fianco la statua dell'Arcangelo Raffaele col pesce, della scuola di Ortisei e quella dell'Arcangelo Gabriele anch'essa di Ortisei (BZ). Quest'ultima, posta in Cattedrale e benedetta il 23 marzo 2003 da Sua Ecc.za Mons. D'Ambrosio neo eletto Vescovo dell'Arcidiocesi (8 marzo 2003).Nel 2005 è stato affisso un elegante reliquiario contenente, ricordi di S. Pio da Pietrelcina donati dalla famiglia Protano dì Vieste.  Arriviamo al Battistero con il "fonte di salvezza", le balaustre di pregiato marmo policromo del 1700, e ammiriamo l'imponente statua dell'Immacolata, opera di N. Brudaglio del 1756 di Andria. Egregiamente restaurata dal giovane pittore viestano Francesco Lorusso e ivi posta con grande partecipazione di popolo il 9 giugno 2002.

La visita interna si conclude. Siamo stupefatti dallo scrigno di storia, di arte, di religiosità custodito dalla nostra Cattedrale, posizionata in alto ad indicare "Oltre " all'uomo di tutti i tempi.  Usciamo e ci troviamo davanti la facciata principale, ricostruita dall'intrepida fede del popolo viestano con materiale di recupero dopo il terremoto del 1646 che l'aveva completamente abbattuta.  Saccheggi, incendi e terremoti hanno privato la Basilica di alcune peculiarità romaniche. E' possibile immaginare un imponente portale artisticamente elaborato, un rosone ed elementi zoomorfi, tipici del romanico. I nostri occhi si innalzano   verso il campanile, caduto una seconda volta il 24 gennaio 1772, e riedificato dopo quattro anni da Mons. D. Arcaroli. Svetta nell'azzurro per ricordarci che siamo fatti per la bellezza e per il cielo.