Conoscere il centro storico di Vieste attraverso le foto

Borgo Antico di Vieste

Il Centro abitato di Vieste è antichissimo.

Il primo insediamento si riferisce a capanne e sepolture del III millennio a.C.

In età classica, assunse una piccola strutturazione urbana con mura di cinta e al suo interno vi troviamo il centro antico, che si presenta raccolto sulla groppa del costone che sale da sotto la Basilica con cattedrale fino al Castello ed è delimitato dal mare lungo due lati e da un muro di cinta che a tratti si estende dal Castello  al baluardo della punta di San Francesco. Dopo il dedalo di viuzze del centro storico ci si imbatte nella penisoletta di San Francesco su cui si erge l'omonimo antico convento e l'annessa chiesa. Fonti storiche riportano che nel 1438 due coniugi Patrizi viestani,  Algragio e Narda, fondarono e donarono a proprie spese un monastero di suore Clarisse sotto il titolo di S. Caterina d'Alessandria.
Il monastero durò pochissimo tempo. Forse andò distrutto già nel 1480 n seguito all'invasione di Bassà Acomatte Pascià o più probabilmente restò incenerito nel 1554 in seguito alla feroce distruzione di Vieste operata da rais turco Dragut. In ogni caso, dopo il 1554 fino al '600 inoltrato non abbiamo più notizie dell'antico monastero. Il convento fu soppresso per ordine di Giocchino Murat nel 1809, Divenne in seguito piazza d'armi poi abolita all'incirca nel 1840. Nel 1846 le fu tolto il titolo di Batteria e con esso fu spogliato dei cannoni e dì altri attrezzi militari lì presenti, dopo di che l'ex convento fu abbandonato per lungo tempo. Rimase al suo interno un carcere militare ricavato nell'antico chiostro che fu poi utilizzato come carcere mandamentale. Nella tradizione viestana la chiesa dì San Francesco è legata al culto di Sant' Antonio Abate.

Attraverso linde stradine, si scende alla “Chianghë Amérë” ( la tradizione popolare vuole che durante il saccheggio di Dorghutré-is (1554), gli inabili e i vecchi che non potevano essere trasportati e venduti come schiavi furono trucidati dai turchi su di una roccia, che prese il nome “Chianghë Amérë” cioè pietra amara.   Appena furono aperte le porte: pirati irruppero forsennati nelle vie, abbatterono le mura, saccheggiarono case e chiese. Vecchi, donne, bambini furono torturati e trucidati senza pietà: la Chianca Amara, tra il bagliore delle scimitarre, rosseggiò orribilmente di sangue, che fluì come torrente nelle vie cittadine, mentre giovani e le ragazze incatena: venivano trascinati sulle navi e fatti oggetto di commercia e di schiavitù.

Da qui proseguendo si arriva nella pittoresca piazzetta Petrone, da cui si ammira lo spettacolare scenario della costa Viestana fino a Testa del Gargano, folta di verdi pinete.

In tutto il centro antico troviamo archi medievali che racchiudono le piccole vie, dove un tempo vi erano ghetti di artigiani e commercianti ebrei, oggi come allora questi piccoli ghetti sono stati occupati da graziosi negozi artigianali che in estate richiamano numerosi visitatori.

Le foto più belle del centro storico di Vieste, gli scorci, le immagini panoramiche, i vicoli, gli archi, le viuzze